Come avrete ben immaginato dal post precedente la cena non e' stata di quelle leggerissime e, usciti da quel particolarissimo locale, ci rendiamo conto che urge una passeggiatina digestiva.
E perche' non prendere una delle tanti funicolari per scoprire i cerros piu' alti e godersi una vista notturna sul golfo di Valpo?
A pochi passi dal nostro locale, nei pressi di Plaza Victoria, c'e' l'Ascensor Espiritu Santo che porta al Cerro Bellavista, per questo detto anche Ascensor Bellavista. Praticamente uno scatolotto di legno e lamiera colorata, inaugurato nel lontano 1911, che sembra debba sfasciarsi da un momento all'altro.
In realta’ queste funicolari, pur antiquate, sono notevoli opere d’ingegneria. Il primo ascensor fu inaugurato nel 1883, l'ultimo fu costruito nel 1932, in totale sono 27 di cui quindici restano ancor oggi in funzione. La loro lunghezza varia dai 43 ai 177 metri. Sono posizionati nei luoghi piu' disparati, incastrati tra gli edifici o in posizioni funamboliche e contribuiscono all’atmosfera bohemien, solare e piuttosto anarchica che rende questa citta’ cosi’ magica.
Anche un tal Ernesto "Che" Guevara nel suo mitico viaggio compiuto agli inizi degli anni cinquanta ci fece un giretto..
Non potendo disporre di un video personale (F. ha provato a filmare ma la videocamera di notte non da' il meglio di se') posto un video trovato su you tube, una ripresa by-day del suddetto trabiccolo, tanto per capire di cosa stiamo parlando..
Navigando in rete ho trovato un’osservazione che trovo descriva perfettamente l'atmosfera della situazione:
"È strana la reazione dei viaggiatori in questi gabbiotti di legno. Nessuno continua come se niente fosse, tutti la prendono come una pausa fuori dall’ordinario. Qualcuno tace e tira il fiato, qualcun altro approfitta del microcosmo sospeso per una frase speciale o per un abbraccio. Poi si scende, sono passati trent’anni, fuori c’è un altro Cile."
http://www.iclab.it/manera/cile.html
Alla faccia dei baldi e giovani backpapers...
Siamo venuti fin quassu’ anche perche’ il quartiere Bellavista ospita il celebre Museo a Cielo Abierto, creato tra il 1969 e il 1973 dagli studenti dell' Instituto de Arte della Universidad Catolica, anche se ufficialmente fu fondato nel 1992. Comprende 20 dipinti murali astratti (come li definisce la Lonely Planet) dei piu' famosi artisti cileni, alcuni dei quali di fama internazionale come Alberto Matta, Nemesio Antúnez and José Balmes.
Valparaiso si puo’ definire sicuramente come la citta’ dei murales. A parte il chiaro esempio del museo a cielo aperto, se ne trovano ovunque, per strada, sui marciapiedi, nei gradini delle scalinate..E al proposito vi consiglio una visita a questo sito:
Credo pero'che non sia una caratteristica solo di Valpo. Ho letto da qualche parte che negli anni '70 i murales si sono diffusi in Cile come forma di comunicazione per spiegare alla popolazione, in gran parte analfabeta, i contenuti della lotta contro l'oppressione, soprattutto durante il governo di Slavador Allende. Con il colpo di stato militare del 1973 molti artisti scappati dalla dittatura continuarono la loro opera in esilio perche’ non venisse mai dimenticata la tragedia vissuta dal popolo cileno.
Non riusciamo subito a scorgere i disegni. Purtroppo le vie non sono molto illuminate quindi di sera si puo’ godere ben poco di questo affascinante quartiere e delle sue opere d'arte. Per chi non volesse girare a zonzo come abbiamo fatto noi per almeno un quarto d’ora, specifico che le strade interessate dal museo sono Pasaje Quimera, Pasteur, Rudolph e Ferrari.
Saliamo per la via Ecuador fino ad una splendida vista sul golfo. Io, con gli occhi e le orecchie puntate dietro le mie spalle, pronta a scorgere qualsiasi rumorino o sguardo sospetto (di qualche fantasma del cimitero probabilmente, visto che non c'era anima viva..) riesco comunque a scattare qualche foto.. e direi anche con un risultato soddisfacente..
Arrivati al cimitero io tentenno un po' ma F. vuol proseguire, la cartina non mente.. Il luogo e' affascinante ma alquanto sinistro, non si scorge anima viva se non la luce dei fari di una macchina che scende veloce verso la baia. Giriamo intorno al lugubre cancello e ci inoltriamo in una strada deserta, buia e dissestata.. (Ho scoperto poi che si tengono periodicamente suggestive visite guidate nottune ai cimiteri di Valpo. Hanno una storia molto interessante e sono ricchi di opere d'arte.)
La cartina non mente, pero' non ci aveva detto che quella zona era territorio di un branco di cani affamati e poco affettuosi (ma come? qua a Valpo non stavano a dormire tutto il giorno??) che hanno incominciato a puntarci e a ringhiare sinistramente man mano che avanzavamo. Anche la mia dolce meta', che alla vista del primo cane non si era fatta intimidire, vedendo l'aumentare della truppa inferocita si e' convinta.. e, con qualche sasso in tasca per precauzione, abbiamo incominciato la ritirata..
Indi per cui.. le salite fatte fino al cimitero sono state inutili! Abbiamo dato inizio alle discese ardite e alle risalite... ritornando sui nostri passi e, dopo un meritato caffe', alla nostra solita strada che ci riportava a casa...
F. prima dell'ultimo sforzo mi ha chiesto se volevo festeggiare il nostro primo sabato sera cileno con una birretta in un disco pub a valle.. Io mi son fermata, ho guardato la strada in fronte a me, ho osservato i ragazzi seduti fuori dai locali da dove proveniva musica truzza a volume truzzo, ho riguardato il mio amore..
e il mio commento e' stato un laconico e disarmante..

